Queste, per me, non sono foto ma tatuaggi che ti rimangono per sempre disegnati sulla pelle dell'anima.
Era la prima data del tour Canzoni (1997) e Lucio mi chiese di cantare un suo pezzo con lui.
Perché successe questo lo racconto solo nel concerto "Lucio, Dalla sua parola", così come racconto di quale capolavoro queste immagini fanno ora da copertina alle intime e profonde ricchezze che Lucio mi ha lasciato. Alla fine del primo tempo del concerto, dopo il duetto, andai in camerino da Lucio per salutarlo perché io dovevo andare a suonare in osteria (come ogni venerdì e sabato che Dio mandava in terra).
Verso mezzanotte e mezza, in quell'osteria, venne Lucio a trovarmi e dal fondo della saletta mi urlò "Pascal, domani replichiamo". Ovviamente, in quell'osteria suonai per tanto tempo ancora! Non so cosa darei per tornarci ancora a suonare ma "a quelle stesse condizioni".
Queste foto, unici documenti di quelle due serate, sono state catturate dall'occhio e dall'anima di un grande uomo: Maurizio Viola.







